Other Monuments

Porte Urbiche
Le porte urbiche di Gerace erano 12 suddivise  in due gruppi: il gruppo delle porte interne racchiudeva la parte interna della città detta città del Sole, il gruppo delle porte esterne era sito nelle mura urbiche ed era inserito nel sistema di prima difesa della città. Le porte urbiche apertesi direttamente nelle mura erano: porta del Cofino, porta del Ponte, la porta Maggiore o del Borghetto, la Portella o porta della Piana, la porta di Santa Barbara, e la porta della Sideria.
All’interno della città vi erano altrettanto porte che rendevano sempre più difficile il raggiungimento del cuore della città, costituito dalla Cattedrale e Castello. Chi entrava dalla porta del Borghetto, s’imbatteva, quasi in  cima a questo piccolo quartiere di Gerace, nella porta del Ponte, sulla quale faceva spicco il millesimo ‹‹1503›› e, accanto alla quale era l’altra dello stesso nome, che invece si apriva nelle mura su un piano più basso.
La via del borghetto attraverso la porta interna del ponte, dava nello spiazzo sul quale sono: l’edificio che fu sede dell’ospedale di San Giacomo, l’inizio di via Santa Lucia, e l’inizio della passeggiata delle Bombarde. La via di Santa Lucia era custodita dalla porta di Tracò ed aveva in fondo un’altra porta protettiva la porta di Santa Lucia. Proseguendo verso l’interno della città si attraversa prima la porta del Sole o delle Bombarde, la non più esistente porta Grande e la Porta dei Vescovi. Ognuna delle porte urbiche, nel passato era guarnita da strutture religiose. In fase magno greca troviamo un Ninfeo sia presso la porta del Cofino che presso la porta di Santa Lucia; in fase cristiana, il Ninfeo del Cofino accoglie culti cristiani e nel medioevo diviene soccorpo della chiesa di San Nicola (del Cofino). Presso la porta di Santa Lucia sorgevano le chiese cavernicole di Santa Lucia e di Santa Maria Nives. Tutte le altre porte hanno avuto anche la loro chiesa.

Porta dei Vescovi
La porta dei Vescovi detta anche della meridiana, fu eretta in epoca recente, forse nel ‘500, in aderenza alla Cattedrale. Questa porta, abbellita a dovere con iscrizioni, pitture e lo stemma vescovile in cima ad essa, rappresentava la meta finale della lunga cavalcata che compiva ogni nuovo vescovo entrando in città, partendo nelle epoche più remote della chiesa di San Michele, successivamente della chiesa di San Martino, sita nel borghetto. In altra Epoca il corteo del vescovo neoeletto partiva dalla chiesa di San Nicola del Caos, posta di fronte alla porta del borghetto.

Le Bombarde
Erano delle spianate che correvano lungo le mura di cinta su cui venivano posizionati i cannoni a difesa della costa. Oggi sono degli splendidi terrazzi da cui è possibile ammirare l'incantevole paesaggio della Locride.

La Pineta dei Cinque Martiri
Nella Piana di Gerace, nella parte bassa della città, si trova una splendida pineta naturale dove il 2 ottobre 1847, furono fucilati cinque giovani rivoluzionari passati alla storia come i "martiri di Gerace".In loro ricordo è stato eretto, nel 1926, un monumento con bassorilievo in bronzo raffigurante una figura di donna alata (la libertà) nell'atto di spezzare una catena. L'autore dell'opera è Francesco Jerace.
E' possibile vedere ancora, in uno dei vicoli del centro storico, la piccola cella con grata che ospitò i giovani prima dell'esecuzione.

Fontana della Piana
E' ad arco, con annesso acquedotto, costruita nel 1606.

Fontana di "Longuvardu"
IL suo nome significa "guardo lontano". Risale al XVIII secolo.

Edicola della Piana
Fu eretta per volontà del popolo, in seguito al terremoto del 1783. Conserva un affresco che raffigura la Madonna del purgatorio tra gli angeli.

Monumento ai Caduti
Una colonna spezzata con, in basso, un'aquila con le ali spiegate reca una targa in ricordo dei caduti della I guerra mondiale.

 

Torre di avvistamento o di San Siminio

torre avvistamentoAlle porte urbiche si aggiungevano le mura difensive che circondavano il centro e le torri di avvistamento, erette in periodo aragonese per difendersi dai turchi, di cui rimane quella di S. Siminio (il nome è da attribuirsi alla vicinanza della torre ai resti della omonima chiesa). La torre è sita in via Savonarola in località Borgo, essa è attigua a Palazzo Spataro ed è databile al XVI secolo. La torre è stata restaurata di recente ed è stata inserita una cupoletta in vetro nella parte centrale della copertura.